Umberto Lavezzari

Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 25 Amore non corrisposto Sono pazzamente innamorato di Lillì, che non mi corrisponde e mi fa soffrire. Più la corteggio più lei mi tratta con freddezza. Dopo la giornata di lavoro non vedo l’ora di correre da lei. Penso al mio poeta preferito, l’adorato Catullo, e alla sua passione per Lesbia che lo faceva impazzire, ma lui Lesbia almeno l’aveva avuta, era stata sua per qualche tempo. Per me invece neppure un bacio, una carezza, una parola dolce. Lillì non disdegna la mia compagnia, ma non vuole che le parli della mia passione. Una sera in casa sua ci siamo divertiti più del solito, io ero felice e pareva che lo fosse anche lei, c’erano i suoi genitori e mi era venuta la tentazione dichiararle il mio amore davanti a loro, ma per fortuna mi sono trattenuto. Arrivata l’ora di andare via mi accompagna all’uscio, siamo soli e penso sia venuto il momento di tentare un bacio. Mentre mi chino e sto per baciarla sul collo, lei mi sbatte in fretta la porta contro la testa, poi si scusa e ride. Quanto durerà questa storia? La soluzione ideale sarebbe andare insieme in cerca di fortuna in un paese lontano e ricco, dove le persone di buona volontà possono avere successo. Pare che Lillì mi ascolti ma è ben inserita nel suo ambiente. «Perché dovremmo andare lontano? — mi chiede — Non ti piace Preli? Cosa vuoi di più?» Il tempo passa e la situazione invece di migliorare peggiora. Allora cambio registro, ha ragione lei: «Preli è bello, lo amo anch’io, ci siamo cresciuti. L’ambizione non serve, ho il mestiere e lavoro in Porto, molti lo vorrebbero un posto come il mio. Ho anche un appartamento. Se l’inquilina paga una miseria è un altro discorso, le pubblicazioni di matrimonio servirebbero per dare lo sfratto alla Elena. Cominciare la nostra vita insieme senza pagare l’affitto non sarebbe poi tanto male.» Anche questa è una dichiarazione d’amore. Senza accorgermene divento insofferente a tutto. Dopo aver lavorato la notte — l’accordo in ditta prevede che il giorno dopo aver fatto la notte si finisca alle 12 e ci paghino fino alle 17 — un bel giorno non ne posso più, non voglio più vedere Lillì, incontrare sempre la stessa gente, alla stessa ora, nello stesso luogo. Devo andarmene ed entro perciò in un’agenzia immobiliare nei vicoli della città vecchia in cerca di un alloggio.

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