Umberto Lavezzari

Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 36 Il matrimonio Una settimana può nel ricordo durare una vita. Nella camera da letto inondata di sole dell’appartamento recuperato dopo lo sfratto della Elena manca proprio tutto. Abbracciati sopra uno straccio gettato sul pavimento duro e polveroso, Carmen ed io festeggiamo il nostro incontro e la fine della logorante trafila nelle anticamere degli avvocati e delle udienze in Pretura durata tre anni. Finalmente noi due soli per la prima volta al terzo piano della nostra casa, libera, ci prendiamo la rivincita. Travolto dalla passione mi rifaccio del tempo perduto, della disperata solitudine patita in Svizzera, quando temevo che questo giorno non sarebbe venuto mai. Abbiamo celebrato in forma solenne, e traendone la massima soddisfazione, la nostra unione che doveva durare per il resto della nostra vita. Io sarei tornato Svizzera e avrei preparato l’alloggio in cui abitare insieme, poi sarei tornato a Preli in ottobre per il matrimonio e subito dopo saremmo ripartiti insieme con il proposito di risparmiare in due anni i soldi sufficienti per realizzare il nostro progetto. Quale fosse non lo sapevamo ancora. Intanto ci proponevamo di lavorare tutti e due, vivere insieme, amarci alla follia. Le nostre rispettive famiglie, più o meno consapevoli dei nostri progetti, guardano e aspettano i fatti. Bernadette, la mamma di Carmen, lamenta la partenza dell’unico uomo forte e volonteroso che ha e mi fa presente che la proprietà appena ereditata da suo padre ha bisogno di cure per rendere un affitto soddisfacente. Carmen ed io non vogliamo deluderla, prometto di fare del mio meglio e lei promette a sua volta che la villa rimarrà a nostra disposizione. Il mio appartamento al terzo piano lo ripareremo più avanti. A ottobre quando torno per sposare la mia diletta pare che i soldi siano comunque sempre pochi. Bernadette vuole fare la cerimonia in stile e dice che al pranzo non deve mancare niente. Noi due promessi sposi, abituati alle economie di sempre, la invitiamo invano a moderarsi. Solo qualche anno dopo, nella maturità della vita, capirò che aveva ragione lei. Per il matrimonio della figlia, celebrato il 6 ottobre del 1955, il padre di Carmen

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