Umberto Lavezzari

Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 randellate. Per fortuna l’amico Luigi l’ha calmata e si è preso l’incarico di rifare lui stesso l’impianto elettrico e di supervisionare i lavori di restauro. I soldi guadagnati alla Rondez arrivano al momento giusto. Le lettere di Carmen mi arrivano regolari, dolci e assennate. Lavora molto, guadagna poco, vorrebbe migliorarsi, ma non sa come. Scrive che a Preli la primavera è quella di sempre, ma questa volta le pare più bella perché la nostra casa è libera e c’è la prospettiva di abitarci un giorno insieme. Ed a me, che ho tanta nostalgia di lei, delle sue carezze, dei suoi baci, di Preli, del sole, dei monti, dell’aria profumata, che non penso ad altro che a fare l’amore, non rimane altra consolazione che la speranza di tornare presto e non separarci più. Dalle sue lettere vengo a sapere che le è morto il nonno. Mi ha scritto del funerale e dei tristi sentimenti che ha provato durante la sepoltura quando la terra cadeva sulla bara. A fatto compiuto non volendo allarmarmi mia madre mi informa che è stata operata per un tumore maligno al seno. Durante la degenza in ospedale Carmen è andata ogni giorno a visitarla e ha mantenuto la parola di non scrivermelo. Adesso che lo so, però, chiedo a Schultz un permesso di una settimana e torno a Preli.

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