Umberto Lavezzari
Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 tanta felicità, ma non riesco a convincerla ad abbandonare i vecchi rancori. La sera del matrimonio ci invita in casa per una cena intima in tre, ma è superfluo scrivere che, stanchi della giornata e sazi del pranzo, lo spirito non è favorevole alla cena formale che ha preparato. Assaggiamo appena qualcosa. Sono triste al punto che vorrei piangere, amareggiato da tanta ostinazione, dalla vacuità di posizioni così rigide che testimoniano solo il nostro vecchio modo di vivere miserando. A Delémont Carmen ed io arriviamo di sabato e in baracca non c’è nessuno. Di Pino, l’amico cui ho lasciato la chiave della residenza affittata a Courroux, nessuna traccia. Fa freddo, Carmen è stanca, seduta sulla valigia, imbacuccata nel cappellino da viaggio, la trovo deliziosa, mi piace sempre di più. Cosa è successo a Pino? La notte non ci sono trasporti, la bicicletta è a Courroux, fa freddo e siamo soli. Che figura faccio con la mia giovane consorte? Per fortuna dopo un po’ Pino rientra con altri amici e li informo della nostra situazione. Uno di loro ha la macchina e può portarci a Courroux. Nella nuova casa nessuno ha mai aperto le finestre mentre ero via, e accendo subito la stufa con la legna comprata in ditta prima di partire. Trovo anche i biscotti e lo spumante che avevo preparato, Pino si scusa di aver sbagliato la data del nostro arrivo e apriamo la bottiglia. Finalmente Carmen ed io andiamo a letto e ci addormentiamo di colpo. Il giorno dopo abbiamo a pranzo Pino con alcuni amici. Io sono cresciuto senza alcuna nozione delle faccende domestiche, così era la regola per i maschi di quel tempo. spacco la legna per la stufa, scopo l’androne, lavo il pavimento e faccio ordine, Carmen ce la mette tutta per preparare la pasta alla genovese, ma ha sempre lavorato fuori di casa ed è poco esperta in cucina. Il sugo risulta lungo, andava cucinato senza coperchio, si scusa con gli ospiti. Durante il pranzo Pino tiene banco, parla di arte, di storia, di politica, annovera i vantaggi del socialismo sul capitalismo. Ci assicura che solo il socialismo ha le risposte che l’umanità si aspetta. Ha portato con sé L’Union Sovietique , la rivista illustrata stampata a Mosca in francese. Ci mostra le fotografie di cittadini sovietici sulle rive del Volga, nei caffè lungo la Nieva, lavoratori nelle città moderne e nelle campagne. Racconta, racconta. Io sono scettico sul fatto che un giorno potremo arrivare anche noi a simili risultati, ma l’impressione è forte. Carmen è entusiasta. Giulio, democristiano per convinzione e tradizione di famiglia, è prudente e sta zitto. Al suo paese gli hanno detto che i russi sono senza Dio e non si fida di
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