Umberto Lavezzari
Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 con Presciutti perché lavora come un forsennato e più i lavori sono ripetitivi più lui ce la mette tutta. Un pomeriggio arriva in officina un suo paesano in cerca di lavoro. Padre di famiglia con cinque figli a carico, è disposto a fare qualsiasi cosa pur di venire assunto. Presciutti vuole che parli io con Schultz, gli dica almeno di provarlo, si conoscono sin dall’infanzia, in passato hanno lavorato insieme e ne garantisce lui l’onestà e il mestiere. Schultz vuole sapere la sua specializzazione. Quello risponde che non è specializzato, ma si arrangia a fare un po’ di tutto! Schultz capisce al volo: «Digli che quelli che sanno fare un po’ di tutto non sanno fare niente.» Per non offendere nessuno traduco che in questo momento non c’è bisogno di nuova mano d’opera. Presciutti insiste e Schultz porta il nuovo arrivato al bancone dei fabbri e gli ordina di fare una mensolina, piccola e facile. Dopo un’ora la mensolina è fuori squadra e non ancora pronta. A Schultz non occorre altro. Presciutti si offende e vuole che io traduca: «Come? Prima lo prova, poi non lo assume, che modi di trattare sono questi?» Mi rifiuto, se vuole dire di queste sciocchezze, si trovi un altro interprete. Ma Schultz insiste per sapere da me cosa ha detto Presciutti. Traduco accomodando la frase meglio che posso e Schultz, che non bestemmia mai, dice: «Sono due imbroglioni, che vadano al diavolo.» Anche Presciutti vuole sapere ad ogni costo cosa ha detto Schultz. Adesso traduco: «Ha detto che siete due imbroglioni, che è meglio che andiate al diavolo tutti e due.» Tra i tanti italiani in officina Presciutti ha fatto amicizia con Mazzarini, un vecchio fabbro da banco che lavora alla Rondez da prima della Grande Guerra, ha sposato una donna locale e ha quasi dimenticato l’italiano. Però quando parla con Presciutti la lingua madre gli ritorna e ha raccontato che, quando era scoppiata la prima guerra mondiale e molti italiani erano partiti dalla Svizzera per combattere contro gli austriaci, lui invece era rimasto perché c’era lavoro e si faceva molto straordinario. Così, in quegli anni feroci mentre in tanti morivano nel fiore della gioventù, Mazzarini guadagnava dei bei soldini. Tornata la pace ha schivato anche il ventennio fascista e la seconda guerra mondiale. Si sente svizzero e dice che morirà come tale. Mia madre e mio fratello adesso abitano con noi da qualche mese. Linda si è abitua male alla nuova vita. Dalla finestra della sua camera esposta a nord si vede il piccolo cimitero di Courroux e lei ha oscurato la
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