Umberto Lavezzari
Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 fermentino, e infine l’olio ricavato torna in casa nei bariletti di legno chiamati quarte o mezze quarte . E mentre il babbo versa l’olio nella grande giara sistemata al buio nel retrocucina, io contemplo l’operazione con la candela accesa in mano. Se il colore giallo e lucente dell’olio che scende liscio e compatto nella giara fosse quello dell’oro puro, non potrebbe essere altrettanto bello. Per festeggiare l’olio nuovo, mamma Linda riunisce in casa le donne che hanno aiutato nella raccolta e prepara le frittelle. In queste ore liete, sono fiero di appartenere al mondo contadino. Anche Linda è contenta e partecipa volentieri alle chiacchiere locali. Questi sono gli anni più belli della mia infanzia, quando tutto è novità e intensa meraviglia. Passati in un attimo, li porterò per sempre con me lontano, prima in Svizzera poi in Australia. Linda (a sinistra) con un’amica e Umberto, Preli, 1936
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