Umberto Lavezzari

Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 21 La fine della guerra Ormai gli alleati combattono a Bologna. Da noi a Preli i fascisti da qualche tempo hanno preso l’abitudine di venire a perquisire le case dei contadini con la scusa di cercare le armi nascoste. In casa dello zio Felice, fratello del babbo, hanno trovato una divisa grigioverde che lo zio sostiene che è da postino. Per loro invece è da militare e non la smettono più di tormentarlo, vogliono sapere quando mai ci abitava lì un postino e perché la divisa era rimasta in casa sua. E lui, che non ha niente per provare quello che sostiene e non fa altro che aumentare i sospetti dei brigatisti, alla fine chiede l’aiuto del Parroco. Questo testimonia che lo zio Felice è un padre di famiglia devoto e pio, fabbriciere coscienzioso, dedito al lavoro e alla preghiera, ma non può aggiungere altro per dimostrare che la divisa è da postino. Né noi, che del postino sappiamo meno di lui, riusciamo ad aiutarlo. I nostri rapporti con lo zio Felice, già freddi, rimangono tali. Sappiamo comunque ben poco di lui e della zia Benedetta, sua sorella, che abitano in due appartamenti separati nello stesso stabile sopra il frantoio, e dobbiamo accontentarci di qualche bisbiglio trapelato tra amici e conoscenti. Intuiamo così che fratello e sorella collaborano alla Resistenza e che un parrocchiano mantiene i contatti tra loro e i partigiani sui monti. I fascisti hanno probabilmente saputo qualcosa e hanno perquisito a tutto spiano i basamenti, i solai, i fienili e l’abitazione degli zii, trovando appunto la divisa grigioverde. Per fortuna la zia Benedetta aveva nascosto in un fossato della villa le armi e le scorte di formaggio che aveva pronte da mandare in montagna. Ma il caso ha voluto che, mentre i brigatisti neri bussavano alla sua porta e non c’era più il tempo per rimediare, lei si ricordasse di uno stein dimenticato in un armadio. Convinta che la posta in gioco è questione di vita o di morte, lo nasconde con sangue freddo nel letto sfatto e apre la porta ai brigatisti neri. Questi, dopo alcune battute spiritose allentano le minacce e danno solo un’occhiata veloce intorno, negli armadi e sotto il letto, senza tastarlo sopra. «Era andata bene quella mattina,» racconterà finita la guerra la coraggiosa donna.

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