Umberto Lavezzari
Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 pronta e che per rilanciare l’economia dovrebbero portarci il grano da macinare, creare lavoro e permettere la riattivazione dei nostri mercati. Ed io, che avevo dimenticato il sapore del pane bianco e ignoro i problemi dell’economia, mangio i panini con perfetta ingordigia. Con lo Stato assente lacerato dagli eventi bellici, nel giro di qualche settimana centinaia di cittadini organizzano il contrabbando, si avvicinano ai liberty ancorati al largo con ogni sorta di natanti e paiono tante vespe che ronzano attorno al nido. Il contrabbando di sigarette americane assumerà proporzioni gigantesche e si protrarrà negli anni. L’apprendimento dell’inglese diventa essenziale nelle contrattazioni e per vie diverse anche noi ragazzi impariamo a dire all right , Philip Morris , Pall Mall , Lucky Strike , how much? good business , bad business e così via. Anch’io per sottrarre la famiglia alla miseria nera che l’attanaglia vorrei andare a bordo a comprare le sigarette, ma come fare? Sono senza soldi, senza barca e senza amici che ce l’hanno, e ho una madre che non vuole neppure sentirne parlare. Gli americani sono ben nutriti e levigati. Lungo la costa da San Nazzaro al Lido d’Albaro fanno il bagno nell’acqua limpida e calma del mare come fossero in vacanza nelle isole del Pacifico e fanno invidia a noi ragazzi che non possiamo permetterci l’entrata negli stabilimenti balneari e ci accontentiamo di guardarli e di raccogliere le cicche delle loro sigarette. Ormai se ne trovano molte, belle e lunghe, di tabacco biondo, morbido, mai visto prima. Io che non fumo, offro il tabacco per pochi soldi ai fumatori incalliti di Preli, che fumano ogni sorta di porcherie e soffrono moltissimo del razionamento delle sigarette. Ma il mio misero traffico non ha successo perché i miei clienti trovano il tabacco americano leggero, dolce, profumato e senza gusto rispetto al nostro trinciato forte cui sono abituati.
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