Umberto Lavezzari

Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 quelli dell’Officina Campanella. Gli stringo la mano, orgoglioso di aver lavorato sotto la sua guida. Non lo rivedrò più, ma non lo dimenticherò. Molte volte durante la vita ho pensato: «Sarei stato capace, come lui, a dire di no se mi fosse successo quello che gli è successo al varo del Rex?» Non ne sono sicuro. Porterò sempre nel cuore l’esempio di questo uomo che all’apice della carriera ha saputo dire di no ai fascisti. È stato il migliore maestro di tutta la mia carriera d’officina. Umberto (secondo da sinistra) con altri operai, Officina Meccanica Navale Campanella, Genova, 1947 Dopo la partenza del signor Siri, Ninno ed io passiamo nel reparto detto ironicamente ‘il reparto della salute’. Si tratta di una sezione a sé in una vecchia costruzione in cemento mai completata e presa in affitto per avere un reparto quieto dove i tracciatori possono marcare lamiere e trafilati a ritmo sostenuto per far poi lavorare i calderai. In questa area prende l’avvio la maggior parte dei lavori di ristrutturazione e riparazione delle navi all’ormeggio sulla Calata ed io vengo a contatto con i migliori

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