Umberto Lavezzari

Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 26 Infortunio sul lavoro Sono passati molti mesi dall’ultima volta che ho visto mio padre alla Calata Gadda e lui a Preli non è più tornato. In casa c’è tranquillità. Se devo scegliere tra non vederlo e mantenere io la famiglia consegnando tutta la paga alla mamma, o vederlo e litigare, scelgo la prima opzione. Ci eravamo visti l’ultima volta per la questione degli assegni famigliari. Parlando della mia situazione all’ufficio paghe, l’impiegato mi aveva consigliato di chiederli perché, di fatto, io ero capofamiglia. Ci avevo provato, ma per la burocrazia il certificato dello stato di famiglia includeva ancora il nome di mio padre e per escluderlo doveva richiedere lui il cambiamento del suo domicilio. Noi però non sapevamo più niente di lui, tantomeno il suo indirizzo attuale, così l’impiegato dell’anagrafe mi suggerisce di riempire un modulo dichiarando le sue generalità e di sperare nella buona sorte. Passate alcune settimane al ritorno dal lavoro trovo mio padre in casa inferocito che incolpava la moglie di aver avallato l’infame disegno che lo vuole cancellato dallo stato di famiglia e domiciliato altrove, via dalla sua legittima casa. Non riesco a capire il perché di tanta rabbia e gli spiego con calma il motivo. Risponde che lui è il proprietario della casa dove noi abitiamo senza pagare l’affitto e che togliendo il suo nome dal certificato significa che vogliamo disfarci di lui. Perciò è tornato per starci! Dubito delle sue parole — certamente non vede l’ora di ripartire —, ma capisco dai suoi occhi spiritati che non recita del tutto e che per ripicca potrebbe persino rimanere. Mamma Linda continua a ripetere: «È maledetto!» Giacomo singhiozza e io faccio del mio meglio per evitare che la serata finisca in tragedia. Dopo ore di negoziato concludiamo che noi rinunciamo al trasferimento del suo domicilio e lui se ne va subito. Dopo l’insensato accordo di quella sera dimentichiamo gli assegni famigliari e passano ancora un paio di settimane quando mio padre si rifà vivo per annunciare che è stato all’anagrafe del municipio di corso Torino e si è domiciliato altrove. Non ci dice dove, ma francamente a noi non interessa. Ripresa in mano la domanda per gli assegni famigliari, dato che la mamma è nullatenente senza reddito e che mio fratello in minore età, vengo

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