Umberto Lavezzari

Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 fotografia con la dedica «Per essere sempre ricordata.» Questo mi aiuta ad affrontare la monotonia della vita di caserma. Gli unici posti dove siamo trattati normalmente sono le trattorie, le pizzerie e i cinema, dove spendiamo qualche lira. La paga di una decade basta per un primo piatto, un secondo e un film, ma è meglio non fare tutte e tre le cose nella stessa uscita e dilazionarle in tre sere. A sud della città in mezzo ai campi ci sono due costruzioni isolate, ovvero i casini di Caserta. Durante la libera uscita molti soldati vanno dentro e vengono fuori in due lunghe file. La domanda supera di gran lunga l’offerta. Umberto, Caserta, 1952 Adesso sono lanciere a tutti gli effetti, monto la guardia con la lancia, in cima alla quale è fissata una bandierina triangolare blu. Di lance non ne ho mai lanciata una, è un’arma puramente simbolica. La mattina all’adunata

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