Umberto Lavezzari

Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 ammirato Pompei e ho marciato in via Caracciolo di fronte al Popolo e alle Autorità militari e civili. In barba alle regole ho anche donato sangue. L’infermiere mi aveva dichiarato non idoneo perché avevo la pressione troppo bassa a centoquindici, ma se proprio volevo mi segnava centoventicinque. Ho accettato convinto di fare del bene e ci hanno portati a Napoli in una clinica privata. Mentre la mia vena gocciolava, un infermiere della clinica ci ha detto che eravamo fessi, il nostro sangue lo vendevano poi a diecimila lire il flacone. Finita la donazione ci hanno dato una pagnottella con una fetta di mortadella, ma mi girava la testa e le ginocchia non mi reggevano. Dopo qualche giorno mi diedero la licenza di una settimana e sono andato a Preli a riabbracciare Carmen e mamma Linda. Ma per rimettermi in forze c’è voluta una dieta abbondante e molto riposo e la debolezza mi ha rovinato le ore liete con la mia ragazza. Finito l’addestramento, chi rimarrà volontariamente alla Scuola Truppe Corazzate fino al congedo verrà promosso caporale, non farà la guardia e addestrerà le nuove reclute. Non è una proposta allettante e nessuno l’accetta, vogliamo tutti cambiare aria, vedere altre città. La mia destinazione è Rovezzano, vicino a Firenze, al Secondo Piemonte Cavalleria, Sesto Squadrone, «il migliore di tutti» ci dicono appena arrivati. Noi piloti freschi non abbiamo il carro armato, bisognerà aspettare che vadano via quelli del semestre precedente per ereditarne uno, un M24 nuovo fiammante arrivato dall’America al costo di venticinque milioni di lire. Penso al mio salario migliore e il conto è subito fatto: cinquanta anni del mio lavoro. Durante le lezioni in aula il sergente ci spiega che in guerra il prezzo dei mezzi non importa, quello che conta è vincere e portare a casa la pelle. Io sono convinto che questa storia la insegnano a tutti, compresi quelli che stanno dall’altra parte, e lo fanno per prepararci l’animo alla grande zuffa. Al Reggimento si moltiplicano i servizi di guardia: alla porta, ai carri armati, alla benziniera, alla polveriera, alla cassaforte, al cassone dell’immondizia ecc. Bisogna fare il piantone nella camerata, il picchetto serale alla porta, andare di ronda, ma quest’ultimo servizio lo annovero tra i meno peggio perché la ronda può entrare gratis in tutti i cinema, locali e mezzi pubblici. Al Supercinema danno Il cappotto con Renato Rascel. Il sergente che ci guida è interessato a vederlo e voglio vederlo anch’io. Nei

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