Umberto Lavezzari
Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 4 Preli La famiglia di mio padre è originaria di Preli. Adesso è un quartiere della periferia di Genova, ma allora era un paese sulle alture verso nord, a una decina di chilometri dal centro, esposto a mezzogiorno con magnifiche fasce coltivate a ulivi e alberi da frutta. Per me, è il paese più bello del mondo. Per la mancanza di infrastrutture moderne era poco noto oltre che ai suoi residenti, al postino e a qualcun altro favorito dal caso. Non aveva dato i natali a nessun uomo famoso e non vi erano mai state compiute gesta gloriose, ma per fortuna — e questo non è poco — non vi erano mai successi fatti vergognosi tali da venire annoverati nelle cronache, e vi abitava tanta brava gente, attiva e ligia al dovere. Quando i miei genitori si sono sposati, nel 1929, nonno Stefano Lavezzari ha intestato a mio padre una proprietà a Preli, costituita dal pianoterra e il primo piano di un rustico, da un pezzo di terra coltivata a ulivi e frutteto e da alcuni boschi, in uno dei quali c’erano dei grandi castagni ultracentenari. L’accordo del nonno prevedeva che il figlio in cambio dell’intestazione gli versasse un vitalizio di mille lire l’anno. Gli è stato versato una volta alla firma dell’atto, e poi è diventato presto argomento tabù, da non menzionare mai. Per fortuna Linda ha insistito per usare parte dell’eredità della propria madre per ristrutturare il rustico del marito a Preli, e Giovanni si adopera a risanarlo e a costruirci sopra altri due piani. L’impresa si rivela subito molto più costosa del previsto, con spese che ammontano ormai a diciottomila lire — quando, a titolo di paragone, un appartamento nuovo a Genova costa sei o settemila lire. Per risparmiare vengono usati materiali scadenti, che negli anni a venire creeranno costanti problemi di manutenzione, e per terminare i lavori Linda è costretta a vendere alcuni Buoni del Tesoro che teneva nascosti in una scatola di metallo nell’appartamento di corso Sardegna. Quando apre la scatola, si accorge che una parte dei Buoni è già stata venduta dal marito. Durante l’ispezione da parte del Comune, la scala esterna di accesso ai piani superiori risulta più stretta di quanto richiede la norma e bisognerebbe demolirla. Considerate
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