Umberto Lavezzari
Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 descrizione dei lavori sulle bollette non corrisponde a quelli che faccio veramente, l’importante è che mi paghino il cottimo pattuito. Il mio aiutante Luigino, più anziano di me almeno di dieci anni, è magro, esile e denutrito, sta appena in piedi e fa parte anche lui dei nuovi assunti a contratto. Nell’intervallo di mezzogiorno nella mensa aziendale alcuni elementi irrequieti sono alla ricerca continua di nuovi argomenti pur di fomentare interminabili discussioni, che a volte si esauriscono dopo giorni. Non si tratta delle partite di calcio domenicali che fanno parte della tradizione, si tratta della politica e della storia recente, che si prestano alle interpretazioni più disparate e controverse. Si sente dire da alcuni: «Hitler era l’uomo di stato più adatto a dare la macchina agli operai.» Altri obbiettano: «Mentre venivano fatte le automobili per gli operai, Hitler tratteneva le rate sulla busta paga e con quei soldi produceva le armi per uccidere.» Si parla del Nord Africa. Chi dice che si potevano sconfiggere gli inglesi in una sola battaglia, in volata. E chi più ne ha, più ne mette. Dal canto mio cerco di comportarmi da buon operaio con contratto a termine di tre mesi, ma fatico a fare silenzio. Con Pino ci conosciamo fin dai tempi della scuola elementare quando lui faceva la quarta ed io la prima. Saragattiano, abitante nella Preli bassa, adesso lavora qui a tempo pieno e mangiamo seduti uno di fronte all’altro. Per non lasciarmi trascinare dalle sue provocazioni politiche preferisco ricordare gli anni della nostra adolescenza, quando mi piaceva sua sorella con la pelle bianchissima e i capelli neri e folti, irraggiungibile, lei ventenne, come una dea dell’Olimpo. Nei pomeriggi estivi la vedevo poggiata al davanzale della finestra della sua camera chiacchierare sovente con l’ex seminarista elegante che la corteggiava. La mamma di Pino è nata nelle Valli di Comacchio ed è arrivata in Liguria da bambina. Ha avuto due figli con un genovese, poi è rimasta vedova, circola fuori di casa con un giornale piegato sulla testa, che tiene con una mano come volesse ripararsi dal sole o dalla pioggia, che spesso non ci sono. È un’originale, una delle infinite varietà escogitate da madre natura, che in questo mondo esperimenta e si estinguerà solo quando saranno state sperimentate tutte le possibilità. In officina Pino ammette che non riuscirà mai a fare il lavoro come lo faccio io. Alla mensa non si trattiene dal parlare di politica: Saragat è il più grande uomo politico dei nostri tempi perché ha saputo dire di no ai
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MTI3ODI1