Umberto Lavezzari

Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 l’esperienza fatta in pescheria per dedicarmi al commercio ambulante del pesce. Ho saputo che in Comune rilasciano facilmente il permesso di venditore ambulante. Se riuscissi a guadagnare a sufficienza il mattino, potrei dedicare il pomeriggio al lavoro in villa, che mi piace. Devo trovarmi un socio, in due potremmo dividere le responsabilità e i guadagni. Lavoratore in proprio, decidere delle mie azioni e contare i miei guadagni, dopotutto, è quello che ho sempre desiderato. Francesco è interessato a mettersi in società con me, riparare le scarpe vecchie rende poco, la gente pretende l’impossibile e comunque il pomeriggio gli basterebbe per soddisfare i clienti migliori. D’accordo sui principi, adesso bisogna studiare i dettagli. Appena lo accetto come socio Francesco mi avverte che non ha una lira e rovescia le tasche per mostrarmi che sono effettivamente vuote. Mi propone di anticipare io i soldi e lui mi rimborserà ogni giorno parte del suo guadagno fintanto che raggiungerà il cinquanta per cento. Cominciamo bene! Il rischio è tutto mio, ma ho fretta e dopo qualche giorno accetto le sue condizioni. Faccio domanda in Comune e ottengo il permesso. Compro un foglio di lamierino zincato per fare le due scatole per metterci dentro il pesce fresco. Compro la bilancia stadera nuova, bollata in ordine con le norme vigenti. Mamma Linda cuce il grembiule di stoffa blu con una grande tasca centrale per metterci dentro i soldi. Quando abbiamo tutto pronto per fare le scatole devo assentarmi per una commissione privata e prego Francesco di aspettarmi, ma lui insiste per farle da solo, sa come si lavora il lamierino. Vado in città e torno in tutta fretta nella speranza che non abbia ancora cominciato. Invece è stato rapidissimo, ha marcato il lamierino, lo ha tagliato, poi si è accorto di aver sbagliato, lo ha tagliato ancora e ha fatto fuori tutto il foglio. Si scusa. Mi ci vorrà un’intera giornata per mettere insieme i ritagli con i ribattini e lo stagno e rabberciare le due scatole alla meno peggio, che però rimangono senza coperchio perché il lamierino era finito. Nel frattempo mio padre ha saputo della mia nuova impresa commerciale e si offre di aiutarmi dicendo che il suo vicino di casa è un geometra del Comune che può farmi avere il permesso di ambulante in qualche giorno. «Non è il caso di disturbare nessuno — lo rassicuro —. Il permesso per fare il pescivendolo ambulante, lo danno senza raccomandazione.»

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