Umberto Lavezzari
Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 35 Emigrante Passano le settimane. I pochi soldi messi da parte scemano nonostante la parsimonia. I posti di lavoro statali, parastatali e di qualsiasi altro genere vengono presi di mira dai laureati, dai diplomati, dagli amici dei potenti, dei ricchi, dei preti. Solo, senza appoggi, è impossibile farcela. Mai come in questo momento ho pensato ai tempi dell’impero, quando a scuola ci facevano cantare: «In Italia siamo stretti, parabon zibon, zibon… Allungheremo lo stivale, parabon zibon, zibon… Fino in Africa Orientale, parabon zibon zibon...» Per la verità allora non mi sentivo stretto come adesso. Potevo correre e giocare, avevo la famiglia, la scuola, la villa, la stalla con gli animali, gli amici. Oggi la risposta è sempre la stessa: non c’è lavoro, non assumiamo nessuno. Tutto questo mi fa sentire terribilmente ‘stretto’. Oggi non si canta più che dobbiamo espandere i confini della patria. Oggi ci dicono di imparare le lingue straniere e andare all’estero. L’amico Tonino lavora in un magazzino all’ingrosso di cancelleria, conosce i clienti. Per vendicarsi delle angherie che subisce vorrebbe licenziarsi, affittare lui un magazzino e portare via i clienti al principale. Con la sua esperienza, se ci mettessimo in società il successo sarebbe assicurato. L’idea mi piace, ma dove trovare i soldi per incominciare? Non mi resta che emigrare. Posso provare per un paio d’anni in un paese vicino e risparmiare i soldi sufficienti per mettermi in società con Tonino. Imparare la lingua straniera costa troppo, la imparerò sul posto quando saprò almeno quale sarà. All’Ufficio Emigrazione l’impiegato è gentile, mi ascolta e mi informa che nelle miniere di carbone del Belgio ci sono richieste di mano d’opera, ci lavorano già molti connazionali, guadagnerei bene, potrei trasferire le rimesse in Italia e tornare per farmi una posizione. L’idea non mi entusiasma, mi richiama alla mente il film Com’era verde la mia valle e il libro E le stelle stanno a guardare di Cronin. Ho il mestiere e sono venuto in cerca di un posto di lavoro qualificato. Allora mi dice che è stata riaperta da poco l’emigrazione in Brasile, dove non esistono contratti specifici individuali, ma trattandosi di un gran paese con ottimo potenziale di sviluppo industriale, urbano e agricolo, la richiesta di gente qualificata è
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