Umberto Lavezzari
Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 operazioni più importanti. Ci crediamo in pochi. Che cosa di peggio doveva mai succedere prima di reagire per difenderci? Solo nel dopoguerra apprenderò che, per disposizioni ricevute da Hitler, quella mattina il duce si incontrava segretamente a Bordighera con Francisco Franco per convincerlo ad entrare in guerra, occupare Gibilterra e chiudere così il mar Mediterraneo agli inglesi. Ma apparentemente le cannonate inglesi sono state più convincenti delle parole di Mussolini e il dittatore spagnolo non ha abboccato. Così il sangue dei genovesi versato quella mattina sotto le cannonate inglesi ha risparmiato al popolo spagnolo la catastrofe di un’altra guerra. La situazione finanziaria in casa nostra peggiora. Il lavoro del babbo in Porto rende sempre meno e non siamo in grado di pagare al contadino Gillo neppure le cinquanta lire la settimana che gli dobbiamo per il suo lavoro nella villa. E un mattino di quell’autunno la cartolina rosa arriva anche a mio padre. Sulle prime tutti pensiamo che il richiamo alle armi del capo famiglia proprio non ci voleva. Temendo di venir mandato al fronte, il babbo decide di andare a Montesignano dal dottore di famiglia Santicolli per chiedere consiglio su quale malattia accusare durante la visita medica distrettuale. Il dottore, per i suoi sentimenti contro la guerra, per la conoscenza della nostra famiglia e per simpatia nei confronti di mio padre, coopera e suggerisce l’infiammazione del nervo sciatico della gamba destra. A titolo di compensazione del servigio reso, vengo incaricato io di portargli l’unico gallo rimasto nel pollaio. La donna di servizio, vedendomi arrivare col gallinaceo ancora vivo, lo prende di mala grazia e non mi ringrazia nemmeno. Forte delle istruzioni ricevute dal dottore, la mattina della visita distrettuale il carabiniere richiamato esce di casa sorreggendosi sul bastone e zoppicando con la gamba destra rigida e il piede divaricato all’infuori e si presenta al Distretto accusando forti dolori alla coscia. Il dottore di turno diagnostica la sciatica e prescrive il ricovero all’Ospedale Duchessa di Galliera. Da quel giorno noi di famiglia andiamo regolarmente a visitarlo e lo troviamo ogni volta sempre più malato e zoppo. Mentre la moglie Linda depone sul comodino qualche frutto della nostra villa, gli consegna la biancheria pulita, ritira quella sporca e riassetta le lenzuola, mio fratello Giacomo ed io, a forza di vederlo peggiorare, non dobbiamo più fingere e gli chiediamo con la massima naturalezza come va la gamba e cos’hanno detto i
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