Umberto Lavezzari

Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 10 L’altra donna Nei mesi che seguono, infatti, la situazione in famiglia peggiora, e non solo economicamente. Giovanni si è invaghito di una giovane donna di vent’anni, con cui sta formando una nuova famiglia, e la moglie è venuta a saperlo. Linda è distrutta dal dolore: il marito le ha sperperato i soldi, l’ha contagiata di malattie veneree e, adesso che lei non ha più niente, intende disfarsene come si trattasse di un oggetto usato. Sorretta dall’integrità morale che l’ha sempre guidata e dalla convinzione che chi l’ha tradita è la persona con cui ha vissuto tre lustri di vita coniugale e messo al mondo due figli, Linda decide di andare a Diano Marina per indurre la rivale a rinunciare a un uomo che non le appartiene. Se l’altra non le presterà ascolto, la svergognerà. Appena bussa alla porta della cognata Nina — la stimata moglie di Pietro, il maresciallo dei carabinieri di Diano Marina, fratello di Giovanni — Linda viene a sapere che la signorina in questione non abita lì, ma a Diano Borgata, una frazione dell’entroterra difficile da raggiungere, e che la corriera fa servizio solo a giorni alternati. Oggi è quello sbagliato, potrebbe prestarle la bicicletta, ma Linda non sa usarla e si sente tradita, oltre che dal marito, anche dai cognati, che aveva invece immaginato alleati nella sua nuova guerra personale. Il fatto è che Nina, rispettata moglie del maresciallo Pietro, per nessuna ragione al mondo vuole entrare nella scabrosa faccenda e per mettersi al riparo da ulteriori richieste avverte Linda che posto da ospitarla non ne ha. Ma Linda, forte per temperamento proprio e per l’esasperazione accumulata in tanti anni di matrimonio, non è venuta a Diano Marina per ascoltare le reticenze del perbenismo della cognata. Eccitata, parte subito alla volta di Diano Borgata, dove arriva sfinita dopo tre ore di marcia. Nell’ora più calda della giornata, sulla piazzetta deserta del borgo le viene segnalata l’abitazione della rivale in una casa rustica in pietra. Riparata da una tenda di juta che filtra l’aria e blocca l’accesso alle mosche, ecco dunque la porta spalancata della rivale. Questa, insospettita dalle voci dei paesani che parlano con una forestiera, capisce istintivamente che si

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