Umberto Lavezzari
Umberto Lavezzari — La mia Liguria: 1930-1958 maturo e finisce per quietare anche il mio compagno spronandoci a fare d’ora in poi le cose con più cervello. Ed io, che sono mortificato, supplico il mio compagno di sventura di non divulgare la notizia dell’accaduto in officina, soprattutto a Ugo e Pietro, con i quali è legato da vecchia confidenza. L’impiegato promette e tutto fila per il meglio fino a quando dopo qualche ora dalle insinuazioni di Ugo e dalla faccia di Pietro noto che il silenzio richiedeva troppo sforzo per essere mantenuto, e che l’amicizia dell’impiegato, sulla quale avevo contato, non era stata abbastanza forte.
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